Tre PDF gratuiti di Google sull’AI al lavoro: cosa contengono davvero
Google ha pubblicato tre guide PDF pubbliche legate al certificato AI di Coursera. Sono gratuite, scaricabili senza registrazione, e dicono cose pratiche. Una breve recensione di ciò che vale e ciò che si può saltare.

In parallelo al lancio del Google AI Professional Certificate, Google ha messo online tre guide PDF pubbliche, scaricabili senza account, senza registrazione, senza filtri. Sono ben fatte: niente fluff, esempi concreti, formato leggibile in mezz’ora. Sono anche un’ottima introduzione gratuita a quello che il certificato a pagamento poi sistematizza in 7 corsi.
Le tre guide sono ospitate sul dominio services.google.com. Vediamole una per una.
1. Prompting best practices
La guida fondamentale, breve (poche pagine). Mette in fila il framework con cui Google insegna a costruire prompt:
- Persona: chi è l’AI in questa conversazione (un copywriter? un’analista? un esperto di SEO?);
- Task: cosa deve fare in modo specifico;
- Context: di che dominio si parla, chi è l’audience, quali vincoli esistono;
- Format: in che forma vuoi la risposta (elenco, tabella, JSON, paragrafo, email);
- Iteration: cosa fare se la prima risposta non basta — il modello migliora se si dice chiaramente cosa è andato e cosa no.
Niente di rivoluzionario per chi prompta da un anno, ma è la miglior versione del framework circolante: pulita, applicabile, con esempi che funzionano. Adatta da girare a un collega che inizia adesso.
Vale la pena: sì, soprattutto per condividerla in azienda come baseline.
2. Design prompts for different workplace tasks
design_prompts_for_different_workplace_tasks.pdf
Questa è il complemento pratico alla prima. Prende il framework persona/task/context/format e lo applica a casi d’uso reali della giornata in ufficio:
- scrivere un’email di follow-up a un cliente dopo una riunione;
- costruire un’agenda per un meeting di pianificazione;
- preparare uno script di onboarding per un nuovo collaboratore;
- fare un summary di un report lungo;
- generare opzioni per il naming di un progetto.
Per ogni caso, mostra prompt poco efficace vs prompt buono, con la motivazione del perché il secondo funziona meglio. È la guida da tenere aperta in un’altra scheda mentre si lavora.
Vale la pena: assolutamente. È quella con il rapporto valore/tempo più alto delle tre.
3. Explore NotebookLM and its capabilities
explore_notebook_lm_and_its_capabilities.pdf
La terza guida è più verticale: solo su NotebookLM, lo strumento Google per lavorare su un corpus di documenti caricati dall’utente. Spiega come:
- caricare fonti (PDF, link, testi, video YouTube) e farsi un riassunto strutturato;
- generare un audio overview: due voci AI che chiacchierano sul contenuto, in stile podcast;
- costruire mind map, flashcard, infografiche, slide deck dalle stesse fonti;
- generare domande di studio o quiz se il corpus è didattico.
Per chi non ha mai aperto NotebookLM, è un buon punto di partenza. Per chi lo usa già, contiene un paio di feature meno note (le mind map automatiche, gli infocard) che possono cambiare il flusso.
Vale la pena: utile, ma più di nicchia. Da scaricare se NotebookLM è (o dovrebbe diventare) parte del tuo flusso di lavoro.
Cosa accomuna le tre
Sono guide didattiche pulite, scritte per un lettore che non è uno sviluppatore. Niente jargon, niente architetture, niente discussione su capacity dei modelli. Solo: «ecco una cosa che fai al lavoro, ecco come l’AI ti aiuta, ecco un esempio concreto».
Sono anche un pezzo di marketing pulito: chi le legge si sente vicino a iscriversi al certificato vero. Ma il valore intrinseco — soprattutto delle prime due — sta in piedi anche senza l’enrolment.
Un consiglio operativo
Scaricarle tutte e tre, salvarle in una cartella condivisa del team, e mandarle in lettura come materiale onboarding a chiunque entri in un ruolo che richiede l’uso di AI sul lavoro. Trenta minuti di reading allineano tutti su un linguaggio comune (persona, task, context, format) che poi rende le conversazioni sull’AI molto più produttive.
Sono gratuite, sono ufficiali Google, sono ben scritte. Un caso raro in cui il materiale di lead generation è anche genuinamente utile.

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