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Stack Overflow Survey 2025: l’AI cresce, la fiducia scende

I numeri ufficiali della Stack Overflow Developer Survey 2025: 84% di adozione AI, fiducia al 29%, Cursor primo IDE AI nuovo, Claude Sonnet LLM più ammirato.

La Stack Overflow Developer Survey 2025, pubblicata il 29 dicembre 2025, è il sondaggio più citato dell’anno sul rapporto tra sviluppatori e intelligenza artificiale. Stack Overflow ha raccolto risposte da decine di migliaia di sviluppatori in tutto il mondo, con un focus specifico sull’adozione degli strumenti AI nel lavoro di scrittura codice.

Il messaggio principale, sintetizzato dal titolo del comunicato ufficiale, è secco: developers remain willing but reluctant to use AI. Tradotto: gli sviluppatori usano l’AI di più di prima ma si fidano dell’AI di meno. Vediamo i numeri.

Adozione: il salto continua

Sul fronte adozione, la crescita è netta e consistente con gli anni precedenti.

  • 84% degli sviluppatori usa o pianifica di usare strumenti AI nel proprio flusso (era il 76% nel 2024)
  • 51% dei professionisti usa AI tools quotidianamente
  • 47,1% di tutti i rispondenti li usa daily, 17,7% li usa almeno una volta a settimana

L’AI è entrata stabilmente nel toolkit standard dello sviluppatore. La domanda non è più se usarla, ma quanto fidarsi di quello che produce.

La fiducia che scende

Qui sta il dato culturalmente più importante della survey 2025:

  • 29% si fida del codice generato dall’AI (era il 40% nel 2024)
  • 46% diffida attivamente
  • 3% ha una fiducia molto alta nel codice AI
  • 29,6% si fida “qualche volta”

La fiducia complessiva è scesa di 11 punti percentuali in un anno. Stack Overflow ha definito questo divario tra utilizzo crescente e fiducia decrescente come AI trust gap, e gli ha dedicato un follow-up editoriale a febbraio 2026 (“Mind the gap: Closing the AI trust gap for developers”).

Le cause del trust gap

Stack Overflow ha individuato quattro cause principali del divario:

  1. Problema deterministico. Gli sviluppatori sono formati per produrre risultati prevedibili, l’AI è probabilistica per natura.
  2. Allucinazioni. Codice plausibile ma non funzionante, riferimenti ad API che non esistono, librerie inventate.
  3. Mancanza di competenze. Non tutti sanno fare prompting efficace, non tutti sanno valutare un output AI con criterio.
  4. Sicurezza occupazionale. Una parte della diffidenza è il timore (razionale o no) di essere sostituiti.

Le frustrazioni quotidiane

I numeri sulle frustrazioni concrete spiegano dove va a sbattere la pratica.

  • 66% degli sviluppatori cita come prima frustrazione il problema delle “AI solutions that are almost right, but not quite”. Risposte vicine a quella giusta ma non utilizzabili senza modifiche.
  • 45,2% dichiara che il debug del codice AI-generato consuma più tempo del debug del codice scritto a mano.
  • 20% riporta una perdita di fiducia nelle proprie capacità di problem-solving dopo aver iniziato a lavorare con l’AI.

Ed è chiara anche la zona dove gli sviluppatori non vogliono l’AI: il 76% non userà l’AI per deployment e monitoring, il 69% non la userà per project planning. Il timore è di perdere il controllo su decisioni operative critiche.

I tool AI nel mondo reale

La survey 2025 ha aggiunto per la prima volta una sezione sugli IDE AI-enabled in crescita.

  • Cursor: 18% di utilizzo
  • Claude Code: 10% di utilizzo
  • Windsurf: 5% di utilizzo

Visual Studio e VS Code restano gli IDE più usati in assoluto, ma i nuovi player AI-native crescono di mese in mese. Sul confronto pratico tra i tre principali strumenti AI di coding, abbiamo dedicato un’analisi specifica su prezzi, casi d’uso e quale scegliere.

Sui modelli linguistici, la classifica è:

  • OpenAI GPT: 81% degli sviluppatori lo ha usato
  • Anthropic Claude Sonnet: 43% complessivo, 45% tra i professionisti, 30% tra chi sta imparando
  • Google Gemini Flash: 35%

Curiosità interessante: Claude Sonnet è il modello più ammirato dagli sviluppatori dopo Gemini Reasoning, ed è il secondo modello più desiderato dopo quello che gli sviluppatori usano già. Significa che chi lo prova tende a volerlo continuare a usare, e chi non lo usa ancora vorrebbe averlo disponibile.

Vibe coding: ancora una pratica di nicchia

Sulla pratica del vibe coding (descritta come scrittura di codice prevalentemente AI-generated da prompting), il dato sorprende rispetto al rumore mediatico:

  • 72,2% risponde “No” alla domanda “fai vibe coding nel tuo lavoro?”
  • 5,3% risponde “No, emphatically”
  • 11,9% risponde “Yes”

Il vibe coding è un fenomeno reale ma ancora minoritario tra i professionisti. La maggior parte degli sviluppatori usa l’AI come assistente, non come scrittore primario. Sui dati di produttività e sicurezza del vibe coding nel 2026 abbiamo un approfondimento dedicato, con i numeri Veracode, Apiiro, GitHub e i tre pattern dei team che la transizione la stanno facendo bene.

Agenti AI: usati, ma con cautela

Sugli agenti la situazione è simile.

  • 14,1% usa AI agents quotidianamente
  • 9% li usa settimanalmente
  • 52% non li usa, o preferisce strumenti più semplici
  • 38% non pianifica di adottarli

Tra chi gli agenti li usa, l’uso prevalente è il software engineering (83,5%), seguito da data e analytics (24,9%) e IT operations (18%).

Le preoccupazioni principali sugli agenti restano accuratezza (87%) e sicurezza/privacy (81%). Sono le stesse cause profonde del trust gap, declinate sulla nuova generazione di tool.

Le raccomandazioni Stack Overflow

Nel post del 18 febbraio 2026, Stack Overflow ha proposto un set di raccomandazioni operative per chiudere il trust gap. Le più rilevanti:

Per gli sviluppatori: padroneggiare i fondamentali prima di affidarsi all’AI, trattare l’AI come un junior developer da supervisionare, costruire competenze specifiche di prompting, partire da task a basso rischio prima di scalare.

Per i lead tecnici: creare strutture di accountability sul codice AI, investire nella gestione della knowledge interna, formare i team sulla valutazione critica degli output, normalizzare l’uso dell’AI senza abbassare gli standard di qualità.

Per le organizzazioni: enfatizzare la trasparenza sulle fonti, controllare la shadow AI (38% dei dipendenti condivide dati confidenziali con sistemi AI non autorizzati, secondo i dati cross-check di settore), sviluppare framework di governance specifici, misurare la fiducia insieme alle metriche di utilizzo.

Cosa significa per chi scrive codice oggi

Tre chiavi di lettura operative dalla Survey 2025.

  1. Stiamo lavorando con strumenti che non controlliamo del tutto. Il 46% diffida del codice AI, il 66% si arrabbia per le risposte “quasi giuste”. È un livello di insoddisfazione che dice una cosa precisa: il livello di review necessario è alto, e non sta per scendere.
  2. L’integrazione AI ha senso sui task a basso rischio. La survey indica chiaramente le aree dove gli sviluppatori non vogliono mettere l’AI: deployment, monitoring, project planning. Sono i punti dove un errore costa caro e dove la review è difficile.
  3. La competenza tecnica resta la variabile centrale. Stack Overflow lo dice esplicitamente: la fiducia crescerà attraverso la competenza pratica, non attraverso l’accettazione cieca della tecnologia. Tradotto: chi sa programmare bene, sa anche far lavorare bene l’AI. L’inverso non è automatico.

I dati 2025 inquadrano un settore in equilibrio instabile. L’AI non torna indietro, ma la fiducia non sale automaticamente. La prossima edizione, attesa per dicembre 2026, dirà se il trust gap si è chiuso o se è diventato strutturale.