Tenere un diario quando non hai niente da dire
La pagina bianca non chiede capolavori. Chiede presenza. Tre righe alla sera bastano a tenere insieme una vita.
Leggiamo più parole che mai e ricordiamo sempre meno. Forse il problema non è la quantità, ma la velocità: abbiamo dimenticato che un testo, come una persona, va frequentato. Una difesa appassionata del leggere senza fretta.
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Abbandonare un libro non è una sconfitta: è una conversazione che si interrompe. E va benissimo così.
La noia non è un vuoto da riempire: è lo spazio in cui nascono i pensieri che valgono. Riscopriamola.
Esiste una scrittura che non cerca destinatario. Serve a noi, per capire cosa pensiamo davvero.
Pubblicare cento copie con cura vale più di mille tirate al ribasso. Storia di un catalogo costruito a mano.
Le parole hanno un corpo. Pronunciarle restituisce alla prosa un ritmo che l'occhio, da solo, divora.