La sera del 15 ottobre 2026, in un’area di prova di SpaceX vicino a Waco, in Texas, Elon Musk ha presentato la seconda generazione della Tesla Roadster, l’auto sportiva elettrica annunciata per la prima volta nove anni fa. Davanti a un pubblico di invitati e in diretta su X, un prototipo senza nessuno a bordo è salito su una rampa curva fino a trovarsi a testa in giù, si è staccato, ha ruotato in aria ed è atterrato frenando la caduta con getti di aria compressa. Poi ha saltato una fila di cinque veicoli Tesla parcheggiati. Musk l’ha presentata come un’auto che vola: «Alla fine il futuro le auto volanti ce le ha», ha scritto poche ore dopo. Quello che si è visto, per ora, è un’auto capace di saltare.
Come funzionano le tre prove
Le prove erano tre. Nella prima l’auto resta attaccata alla rampa anche quando è capovolta grazie a un sistema di ventole che aspira l’aria da sotto il fondo e la spinge verso la superficie: secondo Lars Moravy, vicepresidente dell’ingegneria dei veicoli di Tesla, la spinta arriva fino a 2 g, cioè il doppio del peso dell’auto. La pagina ufficiale della Roadster dice che l’aspirazione basta a tenerla a testa in giù anche da ferma.
Nella seconda prova, il salto, lavorano i propulsori a gas freddo, ugelli che sparano aria compressa invece di bruciare carburante, simili a quelli che SpaceX usa per orientare i suoi veicoli nello spazio. Moravy ha spiegato che sono dieci, collegati a 600 litri di aria compressa che si possono ricaricare. Tesla ha scritto che ogni spazio libero dell’auto è occupato da serbatoi in fibra di carbonio ad alta pressione, gli stessi usati sui razzi. I veicoli scavalcati erano una Cybercab, un Cybertruck, un camion Semi, una Model Y e una Model 3.
Nella terza prova gli stessi propulsori, montati dietro, hanno spinto l’auto da 0 a 60 miglia orarie, circa 97 chilometri orari, in meno di un secondo. Per fare un confronto, la Roadster presentata nel 2017 prometteva 1,9 secondi.

Musk ha detto al pubblico che la dimostrazione si faceva senza pilota «per essere sicuri di non uccidere nessuno», e che il successo non era garantito. Ha anche spiegato perché servivano spettatori in carne e ossa: per poter testimoniare che quello che vedevano non era generato dall’intelligenza artificiale. È un dettaglio che dice molto del momento: nel 2026 un video spettacolare viene dato per falso finché qualcuno non conferma di averlo visto dal vivo.
Le tre versioni, e quella che vola
Sul sito di Tesla la Roadster compare in tre versioni. La Performance ha due posti e l’aerodinamica attiva con il sistema di aspirazione. La Thrust, sempre a due posti, aggiunge i propulsori posteriori per lo scatto sotto il secondo. La Rocket ha un solo posto, propulsori su tutto il perimetro e una frase che riassume la serata: «Quindi sì, può volare». Si ottiene solo su invito e, come precisa la stessa pagina in nota, non è omologata per circolare su strada. La versione che vola, insomma, è quella che non si può guidare per andare al lavoro.
Le prenotazioni sono aperte: secondo TechCrunch costano 50.000 dollari per la Performance e 250.000 per la Thrust. Tesla dichiara per tutte un’autonomia di oltre 300 miglia, circa 480 chilometri, e una velocità massima oltre le 230 miglia orarie, circa 370 chilometri orari. La produzione, ha detto Musk, comincerà nel 2028.
Una data che si sposta dal 2017
La Roadster di seconda generazione era stata mostrata il 16 novembre 2017, a sorpresa, alla fine della presentazione del camion Semi. Allora si parlava di un prezzo di 200.000 dollari, di un anticipo di 50.000 per prenotarla e di una produzione nel 2020. A giugno 2018 Musk aveva scritto su Twitter che un pacchetto opzionale SpaceX avrebbe aggiunto circa dieci piccoli propulsori a razzo e che forse avrebbero permesso all’auto di volare. Da allora, secondo la cronologia ricostruita su Wikipedia, la data di inizio della produzione è stata spostata sette volte. La presentazione stessa era prevista per il 1° aprile 2026, poi per il 1° ottobre, rinviata per il maltempo.

Che cosa vuol dire volare
Gli esperti di aviazione distinguono tra un salto e un volo, cioè restare in aria e spostarsi per un tratto controllato. Roger Connor, curatore per il volo verticale al National Air and Space Museum della Smithsonian Institution, aveva spiegato a CNN prima dell’evento che un ibrido tra auto e aereo tende a essere un cattivo aereo e una cattiva auto: gli aerei devono essere leggerissimi, le auto hanno bisogno di paraurti e zone di deformazione. Sul caso della Roadster è stato più diretto: si parla «letteralmente di salti».
I 600 litri di aria compressa danno un’idea del limite: bastano per spinte brevi e potenti, non per tenere in aria a lungo un’auto da corsa. I veicoli che oggi provano a volare davvero seguono un’altra strada: la californiana Alef, per esempio, usa otto eliche e pesa circa 115 chilogrammi, una frazione di qualsiasi auto sportiva.
Resta una dimostrazione tecnica notevole, costruita mettendo insieme le competenze di due aziende dello stesso proprietario. Per sapere quanto di tutto questo arriverà sulle auto vendute bisognerà aspettare almeno il 2028, e verificare se la data reggerà.
Fonti
- Tesla, pagina ufficiale della Roadster
- TechCrunch, 15 ottobre 2026
- CNN, 15 ottobre 2026
- Euronews, 16 ottobre 2026
- Tesla su X, 16 ottobre 2026
- Elon Musk su X, 16 ottobre 2026
- Elon Musk su Twitter, 9 giugno 2018
- Wikipedia, Tesla Roadster (second generation)
- Tesla su YouTube: The Ramp, The Kickflip, The 0-60

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