BOLLETTINO OPERATIVO · MAR 14 LUG 2026 · 02:42 CET EN / IT / RSS / NEWSLETTER

NIS2 per le PMI italiane: cosa cambia e da dove iniziare (in pratica)

La direttiva NIS2 ha spostato l’asticella della sicurezza informatica per migliaia di aziende europee, comprese molte realtà di medie dimensioni che fino a ieri si sentivano fuori dal radar. In Italia il recepimento è arrivato con il D.Lgs. 138/2024, e da quel momento la domanda più frequente tra gli imprenditori è sempre la stessa: la mia azienda rientra? E se sì, da dove comincio? Questa guida spiega in modo concreto cosa cambia e quali sono i primi passi sensati per affrontare NIS2 per le PMI senza farsi travolgere dalla burocrazia.

Cos’è la NIS2 e perché riguarda anche le PMI

La prima direttiva NIS (2016) si concentrava su un perimetro ristretto di operatori di servizi essenziali. La NIS2 amplia in modo netto questo perimetro: più settori coinvolti, criteri dimensionali più chiari e obblighi più stringenti su gestione del rischio, notifica degli incidenti e responsabilità degli organi direttivi.

Il punto chiave per chi gestisce un’impresa è che NIS2 non riguarda solo le grandi aziende. Il criterio generale fa riferimento a soggetti che operano nei settori indicati dalla direttiva e che superano le soglie della media impresa (in linea di massima, oltre 50 dipendenti oppure fatturato/bilancio annuo superiore a 10 milioni di euro). Esistono però eccezioni che includono anche realtà più piccole quando svolgono attività particolarmente critiche. Per questo la valutazione va sempre fatta caso per caso, senza dare per scontato di esserne fuori.

Soggetti essenziali e soggetti importanti

La NIS2 introduce due categorie principali:

  • Soggetti essenziali: realtà in settori ad alta criticità (energia, trasporti, sanità, acqua, infrastrutture digitali, pubblica amministrazione e altri).
  • Soggetti importanti: altri settori comunque rilevanti, come servizi postali, gestione rifiuti, produzione e distribuzione di alimenti, manifattura di prodotti chiave, fornitori di servizi digitali.

La differenza non è solo formale: incide sull’intensità della vigilanza e sull’entità delle possibili sanzioni. In entrambi i casi, però, gli obblighi di base in materia di sicurezza restano la priorità.

Cosa cambia davvero con NIS2 per le PMI

Al di là delle etichette, ci sono alcune novità che toccano direttamente l’organizzazione quotidiana di un’impresa.

1. Registrazione presso l’autorità competente

I soggetti che rientrano nel perimetro devono identificarsi e registrarsi tramite il portale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), nei termini e con le modalità definite dall’Agenzia stessa. È il primo adempimento formale e dà il via a tutti gli altri.

2. Misure di gestione del rischio

La NIS2 chiede un approccio strutturato al rischio, con misure tecniche e organizzative proporzionate. Tra gli ambiti tipicamente richiesti rientrano:

  • politiche di analisi e gestione del rischio e di sicurezza dei sistemi informativi;
  • gestione e notifica degli incidenti;
  • continuità operativa, backup e disaster recovery;
  • sicurezza della supply chain e dei fornitori;
  • controllo degli accessi, igiene informatica di base e formazione del personale;
  • uso di crittografia e, dove opportuno, autenticazione a più fattori.

3. Notifica degli incidenti in tempi rapidi

Uno degli aspetti più impegnativi è l’obbligo di segnalare gli incidenti significativi entro tempistiche definite, con un primo allarme rapido seguito da aggiornamenti più dettagliati. Questo impone di avere già pronto un processo: chi rileva, chi decide, chi comunica.

4. Responsabilità del management

La direttiva responsabilizza in modo esplicito gli organi di amministrazione. La sicurezza informatica non è più una delega esclusiva all’IT: il vertice deve approvare le misure, vigilare sulla loro attuazione e formarsi sui rischi. Le sanzioni previste sono significative e, in alcuni casi, possono coinvolgere la dirigenza.

Da dove iniziare: una roadmap pratica

Affrontare NIS2 per le PMI diventa gestibile se lo si scompone in passi concreti, evitando di voler fare tutto e subito.

Passo 1 — Capire se rientri

Verifica settore di attività, dimensione aziendale e ruolo nella catena di fornitura. Se hai dubbi, è preferibile una valutazione prudente con il supporto di un consulente: meglio scoprirlo ora che a incidente avvenuto.

Passo 2 — Fare un assessment dello stato attuale

Mappa asset, dati critici, fornitori e controlli già in essere. Un’analisi onesta delle lacune (gap analysis) è la base di tutto: senza sapere da dove parti, qualunque piano è un’ipotesi.

Passo 3 — Definire ruoli e responsabilità

Individua un referente per la cybersicurezza e il punto di contatto verso l’autorità. Anche in una PMI, qualcuno deve avere la responsabilità chiara del tema.

Passo 4 — Implementare le misure prioritarie

Parti dalle azioni a maggiore impatto e costo contenuto: backup testati, gestione degli aggiornamenti, autenticazione robusta, segmentazione minima della rete, formazione del personale. La cosiddetta igiene informatica copre una quota rilevante dei rischi reali.

Passo 5 — Preparare la gestione degli incidenti

Scrivi una procedura semplice ma operativa: come si rileva un incidente, chi va avvisato, come si notifica e in quali tempi. Provala almeno una volta su uno scenario simulato.

Passo 6 — Curare la supply chain

I tuoi fornitori sono parte del tuo rischio. Inserisci clausole di sicurezza nei contratti e chiedi garanzie minime ai partner che trattano dati o sistemi critici.

Errori da evitare

  • Aspettare l’ultimo momento: adeguarsi richiede tempo, soprattutto sulla parte organizzativa e contrattuale.
  • Comprare solo tecnologia: gli strumenti aiutano, ma senza processi e persone formate non bastano.
  • Trattarla come pura compliance: la NIS2 è un’occasione per ridurre rischi concreti, non solo un modulo da firmare.

In sintesi

La NIS2 chiede alle PMI di passare da una sicurezza informatica improvvisata a un approccio gestito e documentato. Non serve diventare un’azienda di cybersecurity da un giorno all’altro: servono consapevolezza, priorità sensate e un percorso graduale. Iniziare presto, anche con piccoli passi, è il modo migliore per arrivare pronti senza stress.

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